11 gennaio 2022

Cenni biografici di Ilo Bianchi, giornalista sportivo (1909–1959)

Ilo Bianchi nacque il 16 settembre 1909 a Castagneto Carducci, un piccolo paese in provincia di Livorno, da Bartolomeo Bianchi e Lucrezia Fenini. Già a 19 anni, nel 1928, aveva iniziato l'attività di giornalista, e nel 1930 era entrato nella redazione del principale giornale di Livorno, Il Telegrafo, dapprima come collaboratore e poi, nel 1933, come redattore. Per il giornale si occupava di seguire le vicende delle squadre toscane impegnate nei campionati di Serie A e Serie B, concentrandosi ovviamente sulle gesta degli atleti dell'Unione Sportiva Livorno, che all'epoca alternava le sue stagioni tra la massima serie e la serie cadetta: Bianchi ne seguì spesso le trasferte sui vari campi d'Italia. Lo stile degli articoli era concreto e diretto, pur senza rinunciare a brevi brani intrisi di ispirazione poetica e letteraria, come del resto era costume in quegli anni di forte attenzione per il giornalismo sportivo, che stava vivendo un periodo di ascesa e vedeva all'opera molte grandi firme. 

Parallelamente all'attività di giornalista, Bianchi svolse i suoi studi universitari, laureandosi in Scienze Politiche. Ebbe anche particolare attenzione per la Medicina, che rimase sempre una sua passione. Non solo il calcio fu protagonista degli articoli di Bianchi: passato al Corriere del Tirreno scrisse anche di regata, di automobilismo, di ciclismo, di ippica e più avanti ancora gli capitò di seguire gli sport invernali, mettendo a servizio di varie discipline la sua poliedrica penna. Negli anni '40 Bianchi scrisse per la Gazzetta dello Sport. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 fu caporedattore del Giornale del popolo di Livorno e poi direttore di un settimanale sportivo fiorentino. Nell'estate del 1946 Renato Casalbore lo volle al neonato Tuttosport, e Bianchi si trasferì a Torino, andando ad abitare in corso Ferraris. Divenne uno degli autori di punta del giornale, seguendo le vicende sportive dell'Italia del Dopoguerra, apprezzato e temuto dai colleghi per la sua competenza e per il suo carattere caustico e indomito, simbolo di una toscanità (e più precisamente: livornesità) verace. Giorgio Tosatti di lui scrive «il caporedattore Ilo Bianchi era terribile, ci faceva tremare»; nel necrologio comparso su La Stampa, viene così definito: «Era un toscano a modo suo, non ciarliero, un po' spigoloso. Ma, già al primo contatto, il carattere buono di Ilo prendeva subito il sopravvento. L'amicizia si cementava d'incanto.» Un altro spaccato della personalità di Bianchi lo ricaviamo dal necrologio pubblicato sul Tirreno, dove si legge: «ricordava con piacere le imprese garibaldine dei servizi disagiati e tumultuosi che richiedevano dal cronista sportivo, di solito in veste di "inviato speciale", sacrifici estenuanti [...]».

Nella seconda metà degli anni '50 le sue condizioni di salute si aggravarono, e nella primavera del 1959 gli venne diagnosticata una nefrite che lo costrinse a lasciare temporaneamente il luogo di lavoro. Superato il primo attacco della malattia, tornò a Tuttosport e ne fu direttore responsabile dal 26 aprile al 25 agosto 1959, sostituendo lo scomparso "Carlin" Bergoglio. Il male però si ripresentò e Bianchi tornò nella sua Castagneto per recuperare le forze: un improvviso peggioramento lo costrinse al ricovero presso l'ospedale di Pisa, dove morì alle ore 22 del 28 agosto 1959, circondato dall'affetto dei famigliari. Lasciò la moglie, Margherita, e due figli piccoli, Fulvio e Cristiana. I funerali si tennero lunedì 31 agosto a Torino. 

Nel 1960 in sua memoria fu istituito in Piemonte il "Trofeo Ilo Bianchi", un torneo di calcio giovanile riservato alla categoria Esordienti. Stando alle informazioni da me reperite, questo torneo si disputò almeno fino all'anno 2002. Il figlio Fulvio Bianchi ha seguito le orme del padre e ha intrapreso la carriera di giornalista, iniziando a Tuttosport per poi divenire redattore di Repubblica. Chi scrive fa notare che è da considerarsi ovviamente errata la notizia, riportata da varie fonti anche di stampa, che vuole Ilo Bianchi direttore di Tuttosport nel 1962, in quanto era purtroppo già deceduto tre anni prima.

Andrea Ridolfi Testori
11 gennaio 2022

Le informazioni presenti in questo articolo possono essere utilizzate, a patto di citarne esplicitamente l'autore, Andrea Ridolfi Testori.

Fonti utilizzate:
- Annuario della stampa italiana, anni 1937 e 1957
- Necrologi pubblicati su La Stampa (30 agosto 1959) e Il Tirreno (29 agosto 1959)

19 novembre 2021

Io c'ero: Andrea Valcarenghi, dimenticato dalla storia

Io c'ero: Andrea Valcarenghi, dimenticato dalla storia

di:
Andrea Ridolfi Testori

_____________________________________________________________________________

Andrea Valcarenghi
Lo scopo delle ricerche calcistiche è quello di scoprire la verità. Ciò che muove gli appassionati di questa materia – che alla maggior parte delle persone spesso sembrano invero bizzarri – è il desiderio di stabilire la realtà dei fatti e onorare chi scendeva in campo rappresentando i colori della propria squadra, esprimendo per lo sport una passione che specialmente negli anni pioneristici del calcio era la ragione unica per cui ci si dedicava alla pratica del gioco del pallone. Per la maggioranza dei giocatori grandi erano le gioie morali, ma assai esigue le soddisfazioni economiche.

Ci sono casi in cui un'omissione o un errore di interpretazione possono cancellare o alterare interi avvenimenti (come l'autore di un gol, o un'espulsione); ma talora, svaniscono addirittura delle persone. Per esempio, se un giocatore scende in campo in una partita, ma le cronache dell'epoca lo citano con un nome storpiato – oppure non riportano proprio la formazione – ecco che la memoria di questo sportivo svanisce, rimane perduta nelle spire del tempo, e un'omissione che all'epoca pareva di poco conto, a decenni di distanza produce un effetto di completo oblio.

È questo purtroppo il caso di Andrea Valcarenghi, promettentissima ala destra nella quale erano riposte le più luminose speranze del calcio cremonese, cancellato dalle cronache e dalla memoria del calcio.  Varie pubblicazioni a tema calcistico uscite a decenni di distanza dai fatti ne hanno infatti confuso l'identità con quella di Dante Romanenghi, di Pontevico (BS), un altro membro della rosa della Cremonese nella stagione 1933-34; e tutte le presenze di Valcarenghi sono state incluse in quelle assegnate a Romanenghi, espungendo di fatto Valcarenghi dalla storia del calcio e togliendogli ciò che era suo di diritto. Con questo articolo intendo riparare al torto e narrare la storia di Andrea Valcarenghi, dolorosamente breve, poiché egli fu strappato alla vita a soli 19 anni a causa del tifo fulminante.

La rosa della
Cremonese 1933-34

Andrea Valcarenghi nasce il 3 agosto 1914 a Soresina, in provincia di Cremona, da Angelo Valcarenghi e Maria Salvadori. Si avvicina da ragazzo allo sport che infiamma gli animi dei giovani italiani, il calcio, e dimostra ben presto un chiaro talento. Viene quindi tesserato per la squadra locale, l'Unione Sportiva Soresinese, che all'epoca ha sede presso l'Albergo Roma in viale Umberto I a Soresina. In quegli anni la Soresinese milita in Seconda Divisione, il quarto livello del calcio italiano; alla fine del campionato 1931-32 la squadra rosso-blu vince il proprio girone, si qualifica alle finali, e ottiene la promozione insieme al Cantù. Nel successivo campionato 1932-33, in Prima Divisione (terzo livello, corrispondente all'attuale Serie C), Valcarenghi si mette in luce: in 17 presenze mette a segno 6 gol ed è evidente che possieda doti tali da poter aspirare a palcoscenici più prestigiosi. Arriva la chiamata della Cremonese, la società del capoluogo e una delle realtà di maggior rilievo nel calcio lombardo al di fuori di Milano; possiamo solo figurarci l'emozione di Andrea, che a soli 18 anni viene tanto stimato da venire incluso nelle file grigio-rosse, il sogno di tutti i giovani calciatori della provincia. Insieme a lui, dalla Soresina passano alla Cremonese anche Pierino Dalla Vedova (noto nel mondo del calcio come Dalle Vedove), attaccante molto noto con un passato anche nella Roma, e Guido Selva, terzino originario di Casalbuttano (CR).

Il debutto di Valcarenghi in Serie B
Nel suo libro "Il Campionato di calcio 1933-34", il giornalista sportivo Erberto Levi include Valcarenghi nell'elenco delle forze a disposizione della società cremonese, e include una fotografia di Valcarenghi, quella riportata all'inizio di questo articolo. L'allenatore József Bánás, tornato alla Cremonese dopo l'esperienza al Milan, si ritrova in mano una squadra che a elementi di comprovata esperienza (Dalla Vedova, Gianfardoni, Mosca, Ranelli, Sbalzarini, Stafetta) affianca una serie di giovani promettenti (oltre a Valcarenghi anche Dacquati, Ferrari, Olmi, Travagin e Trovati). Per il nostro Andrea l'occasione di esordire arriva il 1º ottobre 1933, Cremonese-Vicenza 1-1, alla 4ª giornata del campionato. Diviene subito l'ala destra titolare, e "Patana" (questo il suo soprannome), nel corso del campionato, conferma quanto di buono aveva fatto vedere a Soresina. Solo la vena realizzativa non si sblocca: alla 19ª finalmente si presenta una possibilità, un rigore concesso nella partita con l'Atalanta. A Valcarenghi viene affidata la responsabilità di batterlo, e il giovane assapora già la prospettiva del primo gol in Serie B: ma il portiere atalantino Gaetano Cesana, già protagonista positivo della partita, riesce a parare il suo tiro. Si spegne quindi il sogno della prima rete, ma Andrea è sicuro che l'appuntamento sia solo rimandato, che un'altra occasione di segnare giungerà presto, magari nella prossima stagione. Ma è un altro appuntamento, di ben più triste natura, quello che attende il giovane calciatore. 

Il necrologio di Valcarenghi
comparso sul Littoriale
La notizia giunge inattesa e tragica: per un attacco di tifo fulminante, Andrea Valcarenghi muore a Soresina, nella casa di via Genala 8, alle ore 20:30 del 7 luglio 1934. Il funerale si tiene lunedì 9 luglio a Soresina, alla presenza dei suoi compagni di squadra e dei dirigenti della Cremonese e della Soresinese. Cremona e Soresina piangono il loro figlio così tragicamente scomparso, raccogliendosi intorno alla famiglia annientata dal dolore. Un drammatico epilogo per una storia che sembrava destinata a divenire luminosissima. 15 partite Andrea Valcarenghi ha giocato in Serie B, nella stagione 1933-34: ma un errore di interpretazione fatto molti anni dopo ne aveva cancellato ogni memoria. Adesso la storia di Andrea non è più dimenticata, e ciò che gli era stato tolto gli è stato restituito.

22 maggio 2021

Cenni biografici di Pino Buelli, pittore bergamasco (1910–1997)

Una foto di Pino Buelli
Giuseppe Buelli, detto Pino, nacque a Bergamo il 13 febbraio 1910 da Luigi Buelli ed Ermenegilda Lussana. Avendo dimostrato particolare attitudine al disegno e all'arte, si iscrisse all'Accademia Carrara, ed ebbe modo di studiare sotto Ponziano Loverini, abile pittore che aveva acquisito notevole fama nell'Ottocento, Luigi Brignoli, capace paesaggista e ritrattista, e Severino Bellotti. Buelli si trasferì poi a Roma per terminare il proprio percorso di studio presso l'Accademia di Spagna.

Nel 1933 la sua prima mostra personale presso la Galleria Permanente a Bergamo, esperienza ripetuta nel 1935 e nel 1938. Oltre alla sua attività di pittore, Buelli prestò la sua matita anche allo sport: nel 1936 uscì sul giornale La Voce di Bergamo una serie di disegni raffiguranti dei momenti di alcune partite di calcio dell'Atalanta per la stagione 1936-37. Da adolescente infatti Buelli si era avvicinato, come moltissimi giovani, al gioco del calcio, e aveva militato con successo nella squadra "Ragazzi" dell'Unione Sportiva Ardens di Bergamo nel ruolo di terzino, avendo peraltro come compagno di squadra il portiere Carlo Ceresoli, futuro campione del mondo nel 1938. Fin dai primi anni '40 Buelli viaggiò spesso e toccò numerose mete, soggiornando a Parigi, Amsterdam, Madrid, Lisbona e persino in Africa; tra un viaggio e l'altro aveva la sua residenza in una casa in via Crocette 8 a Mozzo (BG).

Nel 1949 si trasferì in Brasile, paese dove già aveva trascorso periodi di vacanza anni prima, e si stabilì in un appartamento di Alameda Nothmann, a San Paolo. Rimase in Brasile fino al 1953, vivendo anche a Rio de Janeiro e proseguendo la sua attività espositiva e riscuotendo notevole successo. Particolarmente apprezzata fu la sua mostra presso la galleria Europa a San Paolo del Brasile. Oltre a svolgere l'attività di pittore Buelli fu anche docente, e insegnò presso il collegio internazionale di Cajuru, nello stato di San Paolo.

Nel 1954 un'altra personale a Parigi, a Montmartre, segnò il suo ritorno in Europa: già nel 1956 era tornato nella natia Bergamo dove fu organizzata una sua esposizione presso la Galleria della Torre. Sempre nel 1956 espose alla VI Quadriennale d'Arte romana: le sue opere non solo guadagnarono la stima della critica, ma attirarono l'interesse della galleria World House di New York, che le acquistò con la mediazione dell'Istituto d'Arte di Firenze.

Gli anni '60 proseguirono con un'intensa attività espositiva: Bergamo (1961 e 1963), Marocco (1961), Amsterdam (1962), Barcellona (1964), Portogallo (Cascais, 1967), Jesolo (1967-68). Nel 1970-71 fu nuovamente protagonista a Bergamo presso la Galleria Simonetta. Buelli ottenne numerosi riconoscimenti, tra le quali varie medaglie d'oro (Bormio, Cremona, Magenta, Miano, Albinea), la targa d'oro a Sondrio, il Premio Soncino e la Coppa Bergamo a Bormio.

Pino Buelli morì a Bergamo il 14 novembre 1997.

Alcuni disegni a tema calcistico di Buelli:


Il gol di Guidi durante Pro Vercelli-Atalanta 2-3 (27.09.1936)



Il gol di Savio durante Atalanta-Catanzarese 2-0 (20.09.1936)



Il gol di Savio, quarto della partita, durante Atalanta-Spezia 4-1 (11.10.1936)

Fonti utilizzate:
- Registri dell'immigrazione in Brasile (FamilySearch.org)
- http://www.lombardiabeniculturali.it/
- Servizi Cimiteriali del Comune di Bergamo: http://webcim.comune.bergamo.it/forms/defuntoricerca.asp
- La Voce di Bergamo
- A. M. Comanducci, Dizionario illustrato dei pittori, disegnatori e incisori italiani moderni e contemporanei, 1962, 1º volume, 3ª edizione

Autore del testo: Andrea Ridolfi Testori, 22 maggio 2021.
Le informazioni presenti nei miei articoli possono essere riutilizzate, a patto che l'autore e il blog vengano citati esplicitamente come fonte.

23 aprile 2021

Serie B 1929-30: storia di un errore durato 90 anni

Serie B 1929-30: storia di un errore durato 90 anni

di:
Andrea Ridolfi Testori

Grazie agli amici ricercatori Pietro Belcuore e Fabrizio Schmid per l'aiuto fornito nel verificare le informazioni sotto riportate.

Nota: questo articolo, pubblicato il 23 aprile 2021 alle ore 12:00, è il primo in assoluto ad aver reso pubblica la scoperta relativa al risultato corretto della partita Casale-Prato. Si rimanda anche alla nota presente al termine dell'articolo.
_____________________________________________________________________________

Nel corso delle mie ricerche storiche e statistiche sul campionato di Serie B mi sono imbattuto in diverse informazioni inedite, curiosità e anomalie. I campionati che pongono le maggiori difficoltà dal punto di vista delle ricerche sono senza dubbio quelli del periodo antecedente la seconda guerra mondiale, sia per la lontananza dal punto di vista cronologico che per la natura delle cronache giornalistiche, che sovente trattavano il tema dei campionati di calcio con minor rigore e attenzione rispetto a epoche più vicine ai giorni nostri. Numerosissime infatti sono le discrepanze riguardanti le formazioni schierate dalle squadre, i nomi dei giocatori, gli autori dei gol. Orientarsi in questo mare di informazioni contrastanti è, per il ricercatore, una costante sfida al raggiungimento della verità dei fatti. Com'è ovvio, risulta un compito assai arduo, anche perché si cerca di svolgerlo a svariati decenni di distanza.

Ciò detto, mai mi era capitato di incontrare un errore riguardante l'effettivo risultato finale di una partita, uno dei pochissimi elementi non toccati dalle inesattezze tipiche delle cronache di quegli anni; si tratta di una possibilità non remota per le categorie inferiori, ma praticamente inedita per i campionati di Divisione Nazionale Serie A e Serie B.

Per quanto riguarda il campionato di Serie B 1929-30, però, un errore è stato fatto, ed è stato riportato nel corso degli anni da tutte le pubblicazioni sportive, tanto che tuttora figura negli almanacchi. Si tratta del risultato della partita Casale-Prato, valida per la 33a giornata del campionato e disputata il 29 giugno 1930 a Casale Monferrato.

In varie pubblicazioni si legge che l'incontro terminò 7-1 in favore del Casale; tuttavia, questo dato è sbagliato, e il risultato esatto è 6-1.

Andiamo adesso ad analizzare le cronache della partita tratte da vari giornali dell'epoca per comprendere più a fondo cosa successe quel 29 giugno e mettere un punto fermo alla questione del risultato. La premessa è che anche le fonti coeve fecero confusione in merito, tanto che alcune (Il MonferratoIl Popolo BielleseLa Stampa) riportarono il risultato corretto di 6-1, mentre altre (Gazzetta del MezzogiornoGazzetta di Parma, Gazzetta di Venezia) indicarono quello sbagliato di 7-1. 

Questa la cronaca de La Stampa del 30 giugno 1930 (inserisco la numerazione dei gol tra parentesi):
«Casale-Prato: 6-1 — I nero stellati si sono congedati dal loro pubblico con una ultima dimostrazione di forza. La netta vittoria giunse tanto più gradita agli sportivi casalesi in quanto essa vuol esser pure una promessa che il posto conquistato nella massima divisione sarà difeso con tutta la volontà di cui sono capaci gli atleti in maglia nera. La gara si inizia alle 17, Mattea viola la rete pratese astutamente al 13.o (1) ed al 21.o (2) minuto, mentre Patrucchi al 24.o (3) minuto, con un colpo di testa preciso, porta a tre i punti. Nella ripresa superiorità incontrastata dei casalesi che segnano ancora al 26.o (4) ed al 30.o (5) con Demarchi ed al 32.o (6) con Mattea. I pratesi per contro in una rapida controffensiva ottengono il loro unico punto al 15.o per merito di Querci. Arbitro Mazzini di Bologna.»

La Gazzetta di Venezia, che riporta il risultato sbagliato, scrive (30 giugno):
«I nero stellati hanno voluto consacrare l'ultima partita di campionato disputata sul campo Natale Palli con una vittoria in grande stile. Il Prato che certo non attendevasi una condotta di gara tanto impetuosa da parte dei nero-stellati, ha capitolato dopo aver invano cercato di arginare l'offensiva. Il primo tempo termina 3 a 0 a favore del Casale. Nella ripresa i concittadini segnano altri quattro punti contro uno. I goals del Casale furono suddivisi tra Mattea, Gardini (sic), De Marchi e Patrucchi.»
Nella cronaca della Gazzetta di Venezia si sottolinea come il primo tempo terminò 3-0, dato ripreso anche dagli altri giornali. L'indicazione di Gardini tra i marcatori è un errore: Il Monferrato infatti scrive «Il bravo Gardini si è preso il lusso di sbagliare parecchi goals quasi sicuri, tra il disappunto dei presenti.»

Sempre Il Monferrato (5 luglio 1930) scrive: «L'esito dell'incontro della scorsa domenica non poteva essere dubbio, dato l'abisso di classe esistente tra la squadra di testa e la cenerentola della Serie B del Campionato di Divisione Nazionale. I sei goals segnati dai nerostellati valgono a mala pena ad indicare l'enorme differenza tra le due contendenti.»

Nei suoi comunicati settimanali il Direttorio Divisioni Superiori, l'organo deputato a gestire i campionati di Divisione Nazionale (Serie A e Serie B) e Prima Divisione, pubblicava l'elenco dei risultati omologati, ovvero tutti quei risultati riconosciuti come ufficiali dal Direttorio stesso. Nel comunicato del 2 luglio 1930, relativo ai risultati delle partite giocate la domenica precedente, per la partita Casale-Prato il risultato omologato è 6-1. A lato se ne pubblica la prova, con un estratto del comunicato riportato come ogni settimana dalla Gazzetta dello Sport. Tale prova elimina ogni dubbio residuo poiché si tratta della ratificazione ufficiale del risultato.

L'errore è originato con ogni probabilità da un equivoco riguardante uno dei gol di Demarchi: in alcuni tabellini (per es. nel libro Annogol 1929-30) viene infatti citato erroneamente come un gol segnato al 26' del primo tempo, e successivamente un altro gol di Demarchi è riportato al 71'... e cioè al 26' del secondo tempo. Quello giusto, però, è solo quello segnato nel secondo tempo, mentre non ci fu alcun gol segnato al 26' del primo tempo da Demarchi, come abbiamo visto dalle cronache sopra riportate. È facile pertanto comprendere come questo gol "raddoppiato" abbia alterato sia il risultato parziale (che da 3-0 nel primo tempo con questo gol "doppio" diventa 4-0) che il risultato finale della partita. Curiosamente, il libro Neri... neri... Quel grido che mette i brividi dentro, dedicato alla storia del Casale, riporta il risultato corretto (6-1) ma il parziale errato (4-0), avendo appunto considerato il gol di Demarchi al 26' del primo tempo e non del secondo, e pubblica la classifica con il totale dei gol sbagliato (attribuendone uno segnato in più al Casale e uno subìto in più al Prato). Lo stesso fa il libro Associazione Calcio Prato 1908-1988, che riporta correttamente 6-1 ma indica il gol di Demarchi al 26' del primo tempo.

Abbiamo pertanto dimostrato come il risultato corretto di quella partita fu 6-1. Ciò significa che la classifica finale della Serie B 1929-30 deve subire una correzione: i gol segnati dal Casale in totale diverranno pertanto 84, e non più 85 come si trova in tutte le varie pubblicazioni; e quelli subìti dal Prato, com'è ovvio, saranno 71 e non più 72. I gol segnati in totale nel campionato, quindi, furono 885 e non 886.


Il tabellino della partita:

CASALE-PRATO 6-1 (3-0)

CASALE: Roletto; Roggero, Ticozzelli; Boltri, Castello, Patrucco; Montiglio, Demarchi, Mattea, Gardini, Patrucchi.
PRATO: Gori; Corti, Canestri II; Bardazzi, Bosio, Morelli; Mochi, Gelada, Marini, Querci, Degl’Innocenti.
ARBITRO: Mazzini di Bologna.
GOL: 13' Mattea, 21' Mattea, 24' Patrucchi, 60' Querci (PO), 71' Demarchi, 75' Demarchi, 77' Mattea.
NOTE: alcune fonti (La Stampa, Il Popolo Biellese, Il Monferrato) riportano il risultato di 6-1 per questa partita, mentre altre (Gazzetta di Parma, Gazzetta di Venezia) dicono 7-1. Il comunicato del D.D.S. del 2 luglio 1930 indica 6-1 come risultato omologato. Le fonti sono concordi nel dire che il risultato parziale del 1º tempo era 3-0 in favore del Casale. Il Prato giocò in maglia verde.

La classifica corretta (cliccare sull'immagine per ingrandirla):



Aggiornamento del 23 aprile 2021, ore 22:30:
Ho notato che qualcuno oggi stesso, dopo sole 2 ore dalla pubblicazione del presente articolo, si è preso la briga di modificare in forma anonima la pagina di Wikipedia relativa alla Serie B 1929-30 andando a cambiare il risultato di Casale-Prato senza citare né l'articolo né me, che ne sono autore. Questo comportamento è profondamente scorretto poiché di fatto "ruba" l'informazione e se ne appropria senza dare alcun credito al sottoscritto, che ha impiegato ore per effettuare le ricerche e le verifiche necessarie a pubblicare la scoperta. 
Avevo già aggiunto un avviso, che campeggia in cima al blog, in cui specifico che per utilizzare le informazioni qui pubblicate sia necessario citare esplicitamente il blog e l'autore, proprio per evitare casi del genere. Mi rammarica molto che ciò non venga fatto e che non venga rispettato il lavoro qui svolto. Mi dispiace anche dover scrivere le seguenti righe di precisazione, speravo non si rendesse necessario.
Preciso che il presente articolo è stato pubblicato il giorno 23 aprile 2021 alle ore 12:00 (mezzogiorno), come è certificato anche dalla piattaforma Blogspot. Eventuali informazioni su questo argomento pubblicate successivamente in altre sedi sono quindi da considerarsi derivanti dal presente articolo, che è il primo ad aver evidenziato l'errore del risultato della partita Casale-Prato e averlo reso pubblico.

Andrea Ridolfi Testori

18 dicembre 2020

Presenze e reti della Serie C 1952-53

Premessa:
Chi scrive si occupa ormai da anni di ricostruire la storia e le statistiche del campionato di Serie B. Il presente post riguardante il campionato di Serie C è per così dire "sperimentale" e non è detto che a esso ne seguano altri sullo stesso argomento.

Legenda:
* sono di seguito elencate in ordine alfabetico le squadre partecipanti al campionato di Serie C nella stagione 1952-53.
* I giocatori, divisi per ruolo e in ordine alfabetico, riportano cognome, nome, presenze e gol segnati (i valori di presenze e gol sono separati dal simbolo "/", e sono da leggersi pertanto "presenze/gol"). Per i portieri sono indicati i gol subiti, preceduti dal segno "−" (meno).
* al termine dell'elenco dei giocatori sono indicati seguenti valori: somma presenze, gol segnati dai giocatori appartenenti alla squadra, le autoreti a favore, i gol segnati in totale (gol dei giocatori + autoreti), i gol subiti in totale, eventuali gol segnati e subiti per decisione del giudice sportivo. 
* per le stagioni nelle quali non erano in vigore delle sostituzioni, la somma delle presenze deve equivalere al numero di giocatori in campo (11) moltiplicati per il numero delle partite disputate dalla squadra; pertanto, nel caso del campionato in oggetto, tale valore deve corrispondere a 374 (11 x 34).

Fonti:
La fonte di partenza per la redazione è l'Almanacco Illustrato del Calcio, anno 1953. Per alcune squadre sono stati utilizzate fonti dedicate quali il sito Museogrigio.it per l'Alessandria, il sito Mikyegenny per Arsenaltaranto e Lecce, 
il sito Empoli1920.com per l'Empoli, il sito Parma1913.com per il Parma, il sito Storiapiacenza1919 per il Piacenza, il sito Storiadellareggiana.it per la Reggiana, e i libri "1915-2015 la grande storia amaranto" per il Livorno e "Almanacco del calcio biancorosso" per il Mantova.
Eventuali discrepanze sono state verificate e integrate utilizzando il libro "Annogol 1952-53" pubblicato dalla Geo Edizioni e i tabellini pubblicati da "Il Corriere dello Sport".
Si ringrazia Fabrizio Schmid per le correzioni.

Per correzioni e segnalazioni potete scrivere via email all'indirizzo: a.ridolfitestori@gmail.com

PRESENZE E RETI DELLA SERIE C 1952-53

ALESSANDRIA: 
Portieri: BORRIERO Pietro 32/−30, BURASCHI Franco 2/−1; 
Difensori: BUSSETTI Luigi 34/0, GABBIANI Mario 21/0, MOTTO Umberto 1/0, REBECCHI Walter 1/0; 
Centrocampisti: BAGLIANI Giuseppe 26/0, BENZI Giuseppe 1/0, GENERANI Renzo 27/1, GUASCONI Luciano 3/0, MASPERI Luigi 33/1, PIETRUZZI Mario 5/1, TAGNIN Carlo 31/10, VITTO Luigi 26/0; 
Attaccanti: BEY Carlo 30/12, MARCHIORO Danilo 12/1, MAZZUCCO Ezio 21/7, SAVOINI Giulio 34/7, TESTA Luciano 32/12, TUBEROSA Franco 2/1.
Somma presenze: 374.
Gol segnati: 53.
Autoreti a favore: 1.
Totale gol segnati: 54.
Totale gol subiti: 31.

ARSENALTARANTO: 
Portieri: FRANCHIN Roberto 5/−11, ROSSETTI Giovanni 29/−23; 
Difensori: CANAVESI Angelo 27/4, CIVOLANI Franco 10/0, TAGLIAMENTO Mirco 24/0; 
Centrocampisti: BERNARDEL Mario 29/0, FABRELLO Giancarlo 27/0, FERRARI Alessandro 31/1, GAVAZZI Aldo 23/0, GOBATTO Mario 7/0, MANZELLA Giovanni 12/0; 
Attaccanti: BRETTI Luigi 29/3, CASTELLANO Vincenzo 24/4, FERRARA Franco 27/5, LULICH Alfredo 21/0, MUSCI Riccardo 2/0, SILVESTRI Luigi 15/3, TORTUL Mario 32/21.
Somma presenze: 374.
Gol segnati: 41.
Gol segnati a tavolino: 2.
Autoreti a favore: 1.
Totale gol segnati: 44.
Totale gol subiti: 34.

EMPOLI:
Portieri: BACHI Francesco 16/−17, FIORAVANTI Giorgio 18/−20; 
Difensori: MANDRAGORA Domenico 5/0, NICOLAZZINI Antonio 30/0, PESARESI Ivo 27/0, ROVINI Enrico 8/0; Centrocampisti: BIANCARDI Osvaldo 32/0, BIRSA Dario 5/0, GAMBI Adolfo 12/0, MALINVERNI Nino 28/3, PUCCETTI Stelio 28/0; 
Attaccanti: BERNARD Gerardo 28/7, BUDA Antonio 17/5, CONFORTI Marino 18/2, MAGRINI Vinicio 1/0, MALUTA Carlo 27/13, MANENTI Michele 22/4, ROSATI Umberto 20/1, TREVISANI Silvano 32/11.
Somma presenze: 374.
Gol segnati: 46.
Autoreti a favore: 3.
Totale gol segnati: 49.
Totale gol subiti: 37.

LECCE: 
Portieri: EBERLE Giuseppe 12/−21, ZANOTTI Emilio 22/−23; 
Difensori: MANCUSO Antonio 1/0, RIZZOLI Cesare 10/0, TERZOLO Ugo 29/0, VOLPONI Bruno 26/0; 
Centrocampisti: CARTENY Umberto 1/0, CAUZZO Lino 29/0, GRANI Elio 23/0, LIACI Giovanni 6/0, ROSI Franco 25/0, TAMBURRANO Oronzo 3/0, TOSI Domenico 16/1, TRABUCCO Giovanni 4/0;
Attaccanti: BALESTRA Igino 24/2, BISLENGHI Anselmo 32/17, CARDINALI Franco 23/6, CAFASSO Giuseppe 18/1, DE SANTIS Pietro 18/5, MAGNI Pietro 4/0, PREVOSTI Giovanni 6/0, RIMBALDO Livio 14, STABELLINI Goffredo 28/3.
Somma presenze: 374.
Autoreti a favore: 0.
Totale gol segnati: 35.
Totale gol subiti: 44.

LIVORNO: 
Portieri: ARGELASSI Giuliano 7/−11, CHELLINI Sergio 4/−2, GIUDICI Renato 23/−20; 
Difensori: SALVADOR Pietro 18/0, SIMONTI Alfredo 32/0, VARICELLI Francesco 7/0; 
Centrocampisti: ALIVERTI Ennio 23/0, BENINI Astolfo 10/0, BERTANI Luigi 22/0, CARDONI Ennio 31/0, IARDELLA Francesco 12/0, MORETTI Franco 19/0; 
Attaccanti: BERNARDIS Vito 19/6, CATALANO Michele 9/0, DAVID Mario 20/1, DE LAZZARI Bruno 8/0, GHEZZANI Bruno 15/3, PETERSEN Leif 19/4, RINALDI Giuseppe 27/9, TACCOLA Romano 11/2, TIEGHI Guido 18/2, TORTI Mario 20/1.
Somma presenze: 374.
Gol segnati: 28.
Autoreti a favore: 2.
Totale gol segnati: 30.
Totale gol subiti: 33.

MAGLIE-TOMA: 
Portieri: DANELUTTI Eldino 33/−33, DE PASCALIS Alfredo 1/0; 
Difensori: IACOVAZZO Carmine 34/0, MANDICH Alfio 27/1, TRESOLDI Battista 10/0; 
Centrocampisti: FRANCESCONI Gianfranco 7/0, GIORGINO Giuseppe 34/0, NESTI Mario 5/1, PAOLINELLI José 26/0, SEGHEDONI Giovanni 31/1, TOSETTO Walter 1/0; 
Attaccanti: BALDINOTTI Giorgio 8/1, BURATTI Angelo 10/0, CHECCHETTI Aldo 30/2, COLTURA Antonio 3/1, FONTANESI Carlo 29/10, GIUSTI Luciano 15/8, GOZZI Gianfranco 11/1, MARTIRE Salvatore 15/2, TARANTELLI Alfredo 24/1, VERGANI Mario 20/3.
Somma presenze: 374.
Autoreti a favore: 0.
Totale gol segnati: 32.
Totale gol subiti: 33.

MANTOVA: 
Portieri: BIONDANI Renzo 6/−8, GHIRARDI Mario 28/−37; 
Difensori: BOLINELLI Giorgio 4/0, CARAFFI Nello 31/0, GRIFFITH Spartaco 24/0; 
Centrocampisti: GALETTI Marco 2/0, PEZZINI Eraldo 20/0, SGUAITZER Mario 31/2, TORELLI Arnaldo 1/0, ZAMPERLIN Giacinto 8/2, ZAMPICCININI Michele 28/1; 
Attaccanti: GORLANI Luigi 7/2, MARMIROLI Giuseppe 19/5, MASSAGRANDE (II) Giovanni 27/3, MOSCA Savino 33/7, TOSOLINI Mario 26/3, TURRINI Luigi 32/6, VERDERI Sergio 17/1, VISMARA Antonio 30/2.
Somma presenze: 374.
Gol segnati: 34.
Autoreti a favore: 2.
Totale gol segnati: 36.
Totale gol subiti: 45.

MOLFETTA: 
Portieri: DAL POZZO Ermes 17/−23, PELIZZA Mario 17/−22; 
Difensori: ANNESE Onofrio 26/0, GIAMMARCO Paolo 15/0, PARMEGGIANI Antonio 33/0;
Centrocampisti: DARDO Giuseppe 30/0, LUSSU Sergio 2/0, MONTRONE Vito 33/3,  TRABUCCO Pasquale 33/0; 
Attaccanti: BARBIERI Carlo 18/4, BONACCHI Antonio 18/1, GIOIA Antonio 17/0, GRATTAROLA Giuseppe 2/0, MARCONI Giorgio 22/7, MILLI Alberto 24/9, MINERVINI Michele 26/7, VALENTE Umberto 10/0, VALLA Sergio 13/2, VISCONTI Giorgio 18/1.
Somma presenze: 374.
Gol segnati: 33.
Autoreti a favore: 1.
Totale gol segnati: 34.
Totale gol subiti: 45.

PARMA: 
Portieri: CANINI Emilio 14/−12, MENOZZI Gino 20/−19; 
Difensori: COCCONI Ivo 34/0, GRIFFITH Giovanni 1/0, GROLLI Galliano 1/0, TAUCAR Raimondo 32/0; 
Centrocampisti: ALLODI Italo 10/0, BERTOLINI Dario 25/0, GRISENTI Giammartino 2/0, MOLINARI Gianni 20/0,  RAIMONDI Franco 34/0; 
Attaccanti: ALFIER Bruno 23/2, BRONZONI William 31/5, FABBRI Edmondo 26/10, GUIDAZZI Virginio 23/2, KOROSTELEV Julius 28/15, MOLINA Giuseppe 18/1, MONARDI Aldo 2/2, SANGIORGI Sergio 5/0, VYCPALEK Cestmir 25/9.
Somma presenze: 374.
Gol segnati: 46.
Autoreti a favore: 1.
Somma gol segnati: 47.
Somma gol subiti: 31.

PAVIA: 
Portieri: BAGGINI Carlo 15/−12, GAMBAZZA Mario 2/−2, RIVOLO Giampiero 17/−15; 
Difensori: BURINI Mario 11/0, CERRI Felice 32/0, SPERTINI Giovanni 22/0; 
Centrocampisti: BRAGA Fausto 34/4, COLLA Angelo 33/0, DUZIONI Francesco 14/2, MARIANI Felice 34/5; 
Attaccanti: CAVAGNERO Giuseppe 18/3, CIPOLLA Manlio 12/6, DE PRATI Mario 31/17, FIORIO Roberto 18/1, GOTTARDO Renzo 3/0, LAVARINO Giovanni 22/4, PIROVANO Enrico 24/3, RACMAN Silvano 2/1, REGALIA Enrico 2/0, ROSA Franco 28/7. 
Somma presenze: 374.
Gol segnati: 53.
Autoreti a favore: 2.
Totale gol segnati: 55.
Totale gol subiti: 29.

PIACENZA: 
Portieri: MANZINI Tiberio 20/−24, MENTA Learco 14/−20; 
Difensori: CELIO Gastone 32/0, MARZOLI Luigi 5/0, RAVANI Dante 25/0, SPAGGIARI Livio 2/0;
Centrocampisti: BALLARIN Sergio 23/0, CUCCHETTI Pompeo 1/0, MEREGALLI Francesco 14/0, MUSSINELLI Elio 21/0, SUCCI Primo 6/0, ZANIER Giovanni 22/1.
Attaccanti: AIELLO Antonio 6/0, ARCARI (IV) Bruno 6/0, BERNINI (I) Giuseppe 2/0, BERNINI (II) Stefano 1/0, BONISTALLI Amedeo 18/6, MARI Silvano 29/10, OLDANI Alberto 21/4, PERSONENI Marcello 14/4, RAMPINI Sergio 1/0, ROMANI Serafino 31/3, SERATONI Dario 29/16, TREVISAN Guglielmo 31/5.
Somma presenze: 374.
Autoreti a favore: 0.
Totale gol segnati: 49.
Totale gol subiti: 44.

PISA: 
Portieri: BRESSAN Efrem 10/−11, GRANDI Mario 24/−34; 
Difensori: BERRETTA Amosello 33/1, NICOLINI Luciano 34/0, PAMPANA Giorgio 1/0; 
Centrocampisti: GORINI Severino 28/0, FILIPPELLI Luciano 2/0, MEINI Angelo 26/0, ROMANELLI Piero 31/0, SABBATINI Vinicio 26/3, VIRGILI Giancarlo 2/0; 
Attaccanti: BAIOCCHI Giuseppe 28/1, BASSETTI Franco 32/9, CANONICO Elio 33/8, CAPPARELLI Dario 8/1, GIANNOTTI Elio 2/1, LENCI Mario 31/8, LONI Enzo 5/0, PRENNA Adelmo 18/4.
Somma presenze: 374.
Gol segnati: 36.
Autoreti a favore: 2.
Totale gol segnati: 38.
Totale gol subiti: 45.

REGGIANA: 
Portieri: AGHINOLFI Cesare 2/−6, CAMILLONI Mario 8/−6, DANTI Corrado 21/−20, MANFREDINI Paolo 3/−5; 
Difensori: DALMONTE Antonio 21/0, SACCANI Luigi 3/0, SGARBI Renzo 32/0, VINCENZI Guido 31/0. 
Centrocampisti: ANGELINI Luigi 32/0, BRAGLIA Adelmo 2/0, LOVAGNINI Ermelindo 32/0, MALVISI Umberto 2/0, PANCIROLI Athos 29/6; 
Attaccanti: BONACINI Bruno 4/1, BONINI Danilo 14/6, CAPPI Gianni 6/2, CASTELLARI Tonino 8/0, CHECCHI Giuliano 8/3, FLAMINI Enrique 3/0, LIPIZER Alceo 16/4, PALMA Giovanni 12/1, PELLONI Bruno 22/4, SANDUKCIC Ivan 25/5, SMERSY Silvio 10/6, ZUCCHINI Guido 28/7.
Somma presenze: 374.
Gol segnati: 45.
Autoreti a favore: 1.
Totale gol segnati: 46.
Totale gol subiti: 37.

SAMBENEDETTESE: 
Portieri: PERSICO Piero 34/−45 (secondo portiere, non utilizzato: CAPRALINI Serafino); 
Difensori: ASTRACELI Alberto 25/1, BRIGNONE Tommaso 10/2, TOZZI Carlo 10/0; 
Centrocampisti: CACCHIÒ Luciano 31/0, FLAMMINI Marcello 8/1, LEPRE Leonello 19/0, MORSAN Aldo 31/1, PALESTINI (IV) Luigi 29/0; 
Attaccanti: BACIOCCHI Ezio 8/0, BORTOLETTO Piero 28/3, FERRETTI Etro 24/6, FINOTTO Dino 14/2, JACOBITTI Ernesto 9/3, OLIVIERI Rinaldo 15/2, OTTINO Valeriano 15/0, RAIMONDI Mario 1/0, TRAINI (I) Luigi 33/8, TRAINI (II) Filippo 24/6, TRAVERSO Ilio 6/1.
Somma presenze: 374.
Autoreti a favore: 0.
Totale gol segnati: 36.
Totale gol subiti: 45.

SANREMESE: 
Portieri: DALLA FONTANA Emanuele 10/−13, VON MAYER Alessandro 24/−27; 
Difensori: LITTARELLI Gino 26/0, MONZA Attilio 26/0, RISPOLI Silvio 28/0; 
Centrocampisti: ALBERTELLI Lanfranco 34/4, CORDONE Marcello 1/0, MOZZETTA Armando 15/0, RIVA Aldo 2/1, PATTAROZZI Mario 33/1;
Attaccanti: BERTONI Ettore 31/20, CELANI Tito 4/0, CODEVILLA Mario 21/6, GIRAUDO Franco 19/8, MADINI Giuseppe 1/0, MANTERO Umberto 27/6, RAO Orlando 34/7, TREVISAN Pietro 27/0, VANELLI Antonio 2/1, VENTIMIGLIA Mario 9/0.
Somma presenze: 374.
Autoreti a favore: 0.
Totale gol segnati: 54.
Totale gol subiti: 40.

STABIA: 
Portieri: MAZZETTI Francesco 24/−43, RAGNETTI Virgilio 10/−15; 
Difensori: CASUZZI Fernando 31/5, ROLLINO Sergio 9/0, TIRITICCO Renato 32/0; 
Centrocampisti: FRANCESE Antonio 28/1, GATTI Gianfranco 29/4, GISCI Benedetto 19/0, ESPOSITO Catello 1/0, RICONDA Luciano 4/0, VULTAGGIO Luigi 16/0; 
Attaccanti: BEGHI Roberto 32/7, BISOGNO Michele 21/3, CASTALDI (II) Fulvio 25/7, CERESETO Gino 28/3, CUTOLO Costantino 1/0, GANELLI Luigi 18/4, IMPARATO Salvatore 2/0, NARDI Bruno 16/0, TANELLI Franco 28/0.
Somma presenze: 374.
Autoreti a favore: 0.
Totale gol segnati: 34.
Totale gol subiti: 58.

VENEZIA: 
Portieri: FACCI Corino 2/−5, ROMANO Giovanni 32/−38; 
Difensori: BACCHINI Pietro 34/0, CASTIGNANI Pietro 30/5, MASCELLANI Luciano 33/0; 
Centrocampisti: BARES Luigi 27/0, D'ALESSANDRO Prospero 3/0, DE ANGELIS Benedetto 25/0, GHEZZO Silvano 1/0, GOZZI Dino 13/0; 
Attaccanti: AMPOLLINI Valerio 14/3, BIZZARRI Claudio 10/2, BONAFIN Giulio 15/4, CAPELLI Mario 8/2, COLOSIO Giovanni 27/6, MASETTO Giulio 17/0, NORDIO Gastone 28/4, SCANSELLI Luigi 3/0, STIVANELLO Giorgio 11/2, TOSCANI Corrado 18/1, VALENTINUZZI Giorgio 23/1.
Somma presenze: 374.
Autoreti a favore: 0.
Totale gol segnati: 30.
Totale gol subiti: 43.

VIGEVANO: 
Portieri: CAMPIOLI Guido 7/−17, GALLESI Giancarlo 27/−48; 
Difensori: CORNEO Natale 27/0, MASSAZZA Michele 32/0, STUCCHI Giosuè 18/0; 
Centrocampisti: ALLONI Ermanno 24/1, BARSANTI Sergio 23/3, BIGOT Luigi 2/0, BONCI Iro 8/0, FLAPP Sergio 9/0, GRION Antonio 19/0, LUCCHI Renato 18/0, TRENTIN Angelo 22/0; 
Attaccanti: BALDI Giancarlo 2/0, CAMPAGNOLI Cesare 18/8, CUDA Carmelo 3/0, DEL NEGRO Bruno 11/0, GASLINI Sergio 28/7, MIGLIARDI Luigi 2/0, PERIN Sergio 27/3, ROSSI Adriano 29/11, ZAMBAITI Luigi 18/4.
Somma presenze: 374.
Gol segnati: 37.
Autoreti a favore: 1.
Totale gol segnati: 38.
Gol subiti a tavolino: 2.
Totale gol subiti: 67.

17 dicembre 2020

La riforma del Torneo di serie B

articolo originariamente pubblicato, non firmato, sul Corriere del Tirreno del 10 luglio 1933 a pagina 4. L'articolo presenta la riforma che verrà messa in vigore a partire dalla stagione sportiva 1933-34 riguardante la Prima Divisione e la Serie B.

_____________________________________________________________________________

La riforma del Torneo di serie B

Nella prossima stagione il Campionato verrà disputato su due gironi di tredici squadre ciascuno


Roma, 10 mattina.

Il Presidente della Federazione Italiana Giuoco del Calcio ha riunito ieri allo Stadio del Partito Nazionale Fascista i delegati delle Società di Divisione Nazionale B per discutere sulla formula del loro campionato come da precedente comunicazione. Il Presidente ha premesso che in mancanza di un accordo totale la formula esistente non avrebbe subito modifiche per l'anno prossimo; però per il campionato 1934-35 la Federazione, resasi conto delle gravi difficoltà economiche delle società di divisione nazionale B, avrebbe attuato di autorità una modifica basata sulle risultanze della discussione odierna.

Tutti i delegati che avevano ricevuto pieni poteri dalle rispettive società - ad eccezione di quelli del Grion di Pola che avevano poteri limitati e pertanto non impegnativi per la Federazione a norma dell'avviso di convocazione hanno espresso successivamente e dettagliatamente il loro parere sull'argomento.

I delegati delle società tutte, ad eccezione di quelli dello Spezia, di Viareggio, Perugia, Foggia, Grion e Messina, si sono dichiarati favorevoli ad una immediata modifica della formula vigente. La successiva ampia discussione, dopo i chiarimenti forniti dal Presidente, ha portato all'unanime accettazione di una proposta fatta agli intervenuti dall'ing. Barassi che ha raccolto e concretizzato i varii desiderata e le varie osservazioni.

La proposta approvata dalle società ed accettata dal Presidente è la seguente: in via di esperimento, per l'anno 1933-34, il campionato di divisione nazionale B verrà disputato su due gironi di tredici squadre ciascuno, formati colle seguenti società: le diciassette società che hanno portato a termine il campionato 1932-33, le tre società promosse dalla prima divisione, le altre sei società che hanno disputato le finali di prima divisione. In totale 26 società.

La divisione dei due gironi dovrà essere fatta con criterio verticale della penisola, tenendo presente anche la necessità di equilibrio di valori sportivi e l'onere derivato dai trasferimenti. Per il passaggio alla categoria superiore verrà formato un girone finale di sei squadre colle prime tre classificate di ogni girone. In linea normale le due prime classificate del girone finale saranno promosse. Nel caso però che per la preannunziata riduzione delle squadre di divisione nazionale A non venisse ammessa alla categoria superiore che una sola squadra, questa sarà la vincente del girone finale. Per effetto dell'annunziata riduzione delle squadre di divisione nazionale A, gli attuali gironi di tredici squadre ciascuno diventeranno, a cominciare dalla stagione 1934-35, di 14 squadre ciascuno.

Retrocederanno le squadre classificate agli ultimi due posti di ogni girone. Di conseguenza il Presidente, poiché l'attuale campionato di prima divisione prevede la promozione di sole tre squadre, anziché quattro come in effetti diverranno, stabilisce fin d'ora che il nuovo campionato di prima divisione venga formato su otto gironi anziché su nove, con girone finale di ampiezza sufficiente a garantire la sportività della competizione, allo scopo di designare le quattro squadre promuovende, venendo così anche ad esaudire i desideri delle società di prima divisione.

I delegati delle società hanno approfittato dell'occasione per esprimere il loro parere circa il mantenimento, l'abolizione o la riduzione della percentuale dovuta sull'incasso alla società ospitata. Il Presidente ha dato assicurazione di tener conto dei pareri espressi allorquando la questione, che non interessa esclusivamente le società di divisione nazionale B, sarà posta all'ordine del giorno del direttorio federale.

Esprimendo poi il suo compiacimento agli intervenuti per la serenità e la sportività con cui i varii argomento sono stati discussi, il Presidente ha in modo particolare ringraziato i rappresentanti delle minoranze che, compresi delle superiori necessità di tutta la categoria, non hanno insistito sulle loro pregiudiziali di carattere squisitamente sportivo.

La riunione che si era iniziata alle ore 10,30 ha avuto termine alle ore 13 ed i rappresentanti delle società si sono poi recati nel pomeriggio, in unione al Presidente, a visitare la Mostra della Rivoluzione Fascista.

12 dicembre 2020

Rassegna delle forze calcistiche alla vigilia dei campionati nazionali

articolo pubblicato su La Stampa del 16 settembre 1932 a pagina 4 a firma "N. M."

Il testo è stato riportato integralmente, senza alterazioni; eventuali errori di battitura sono pertanto da attribuire all'autore originale dell'articolo.

_____________________________________________________________________________

Rassegna delle forze calcistiche alla vigilia dei campionati nazionali

Nei ranghi dei «cadetti» 

La preparazione delle squadre di Serie B ha ormai chiuso il suo ritmo. Le diciotto unità si accingono ad entrare ufficialmente in campo e ad iniziare quella lunga battaglia che è il Campionato. Nonostante le discussioni e le proposte sorte alla fine della stagione scorsa, la formula del torneo rimarrà ancora quella del Girone unico, che, se pure serba alle società un onere gravissimo, assicura, però, alla distanza, una selezione rigorosa delle forze e valorizza pertanto le unità qualitativamente migliori. Il fatto stesso che si è ritenuto conveniente mantenere intatti i criterii organizzativi degli anni scorsi, sta a dimostrare che la maggioranza delle squadre concorrenti preferisce pur sempre la fisionomia attuale del torneo e trova, in questa identità di formula, l'unica ragione di affinità del proprio campionato con quello della massima Divisione. Smembrare, come si era proposto, il Campionato in diversi gironi, vorrebbe dire senza dubbio eliminare gran parte dei mali che gravano ora sulle società: mali, è risaputo, essenzialmente di... cassetta; ma vi è da pensare che, se questa proposta fosse avanzata, alle diciotto unità del torneo le adesioni non fioccherebbero con l'entusiasmo che molti credono.

Chi scende e chi sale

Immutata la formula, avremo dunque in lotta anche quest'anno diciotto squadre rappresentanti un po' tutte le regioni della penisola, dal Piemonte alla Sicilia e alla Sardegna. Le compagini di nuova coscrizione sono cinque: due, Brescia e Modena, scese dalla Serie A, e tre salite dalla prima Divisione: Sampierdarenese, Messina e Grion di Pola. Le altre sedici appartengono al contingente dell'anno scorso e sono ormai tutte vecchie conoscenze: Atalanta, Cremonese, Comense, Cagliari, Verona, Pistoiese, Livorno, Monfalconese, Vigevanesi, Spezia, Novara, Legnano, Serenissima. Stabilire a priori quali di queste diciotto unità sono destinate alla promozione o alla retrocessione è un fatto che urta contro l'esperienza degli anni scorsi, nei quali abbiamo visto cadere in modo inatteso candidature ritenute granitiche alla vigilia e sorgere per compenso rivelazioni clamorose. Novità, tuttavia, i ranghi delle «diciotto» ne presentano a dovizia. Si può dire, anzi, che il gioco fra la domanda e l'offerta dei giocatori sia stato più animato in questo campionato che non in quello di Serie A. Quattro società, Livorno, Sampierdarenese, Brescia e Modena, più d'ogni altra, si sono radicalmente trasformate e si presentano con tutte le attrattive della novità. Le prime due hanno ingaggiato elementi di valore, mentre le altre due, retrocesse dalla massima Serie, hanno liquidato i migliori giocatori per sostituirli con dei giovani ricchi, se non altro, di entusiasmo. Il Livorno, cedute alcune riserve, ha messo assieme una rosa di acquisti che farebbe gola a qualsiasi società di Serie A: Volante, Bonivento, Aigotti, Dossena, Paolini e l'allenatore Lelovich figurano infatti nella lista, e quando si pensi che Lelovich, per fare un esempio, è stato sino a ieri il trainer ammirato del Bologna, non è difficile convincersi della serietà che anima i dirigenti labronici. L'innesto di Volante, oltre a risolvere il problema tecnico della squadra, costituisce il primo esempio... di coscrizione italo-americana della Serie B ed è senza dubbio una delle sorprese più gradite del Campionato. Aigotti comanderà verosimilmente l'attacco, il quale sarà integrato dal combattivo Bonivento. 

Trasformazioni radicali

Anche la Sampierdarenese ha seguito un po' le orme del Livorno. Salita dalla Prima Divisione, l'unità ligure ha abbracciato un programma di larghe vedute. Forse essa si accinge a realizzare quella che fu l'aspirazione inconfessata del Palermo: passare cioè nel giro di due stagioni dalla Prima Divisione alla Serie A; e non si può dire che i numeri le difettino per portare l'impresa a buon fine. Essa intanto ha trasformato di sana pianta la propria formazione collezionando i proprii elementi un po' in Serie A e un po' in Serie B. Barbieri, Galli, Azimonti, Lancioni, Bossi, Rebolino rappresentano il contingente qualitativamente migliore degli acquisti sampierdarenesi.

Brescia e Modena hanno smobilitato. Il Brescia ha ceduto Maffioli, Ranelli, Pasolini e tutta una schiera di giovani che Schoffer ha portato con sé a Siena. In compenso rientrano nella compagine delle «rondinelle» Bianchi, centro-attacco, Bonometti, terzino, mentre Mestroni, un giovane attaccante, e Patuzzi, contribuiranno a consolidare il gioco della linea d'offesa. L'unità lombarda conserva intatta la sua ferrea mediana, che è un po' la depositaria dello spirito combattivo della squadra: l'esperienza e il gioco stilisticamente pregevole di Scaltriti, Frisoni e Morselli basteranno senza dubbio ad animare i compagni di nuova coscrizione. 

Il Modena, ha ceduto Dugoni, Scaramelli, Policaro, Aimi, Todeschini e molti altri elementi e ha acquistato Piziolo II, Baldinotti e Archesso. La partenza del fulvo capitano è il colpo più serio per la squadra «gialla», in quanto Dugoni era per il Modena ciò che era ad esempio Caligaris per il Casale; ma non bisogna dramatizzare la situazione dei «canarini» poiché rimane l'impressione che la squadra, anche così trasformata, sia pur sempre all'altezza della propria situazione e del proprio gioco.

Compre e vendite

Altre squadre hanno tentato, sia pur con intenzioni più modeste, di animare il mercato di compra-vendita. I Vigevanesi, il Messina, la Serenissima, la  Comense e il Legnano appartengono a questo lotto di rincalzo. I Vigevanesi hanno venduto tutti i migliori elementi della scorsa stagione: Sala, Buscaglia, Aigotti, Azzimonti, Decarli, Balossino, ecc. e hanno acquistato per compenso un terzetto di giocatori valorosi, Carmignato, Fibbi e Gianelli. La Comense, che ha ingaggiato Baloncleri in qualità di allenatore, ha fatto man bassa nel vivaio «granata» del Torino, prelevandone Lorini, Nicolis e Franzoni: ha scritturato diversi altri giovani e Carrera, l'attaccante della Serenissima, cedendo però molti titolari della prima squadra, fra i quali, Biffi, Romano e Paride. La Serenissima ha venduto Carrera e ha acquistato Rossi, Gravisi, Cunico e un giovane centro-sostegno, Baccaglini, del quale si dice un mondo di bene. Il Legnano ha ingaggiato un terzetto di allievi dell'Ambrosiana, Rizzi, Negri, Canepa, coprendo così la partenza di Gruden, Alliatis, Gerola, ecc. Il Messina ha ceduto Cevenini III, il popolare «Zizì», e ha acquistato Calzolari, centro sostegno, Sternisa, centro attacco, Marchioro, terzino, Sassetti e Lumia, attaccanti.

Nelle altre squadre, invece, le novità sono poche: si tratta più che altro di cessioni per mantenere in equilibrio il bilancio finanziario, sempre restìo a raggiungere il pareggio fra entrate e uscite. Lo Spezia ha ceduto Santillo e Busdon, ma finora non ha fatto acquisti degni dì nota. Altrettanto dicasi del Cagliari, dal quale sono usciti Ostromann, Ossoinach e Bedini; della Pistoiese, che ha venduto Turchi e Gambino; dell'Atalanta che ha passato in « lista » Ceresoli e Bonometti spezzando cosi la sua ferrea difesa. La Monfalconese ha ceduto i soli Archesso e Blason della prima squadra ed è intenzionato di valorizzare vieppiù il proprio vivaio. La Cremonese vende Dalle Vedove, Sbalzarini e Ravani e pesca come al solito... nelle acque del Mantova; il Verona cede Busini, Patuzzi e Corsi; il Grion Pola non ha ancora svelato le proprie intenzioni e il Novara, infine, che ha ceduti Gamba, Galli, Roggia e Perucco, sta organizzando in questi giorni una squadra in gran parte nuova. 

N. M.